Parafrasando il titolo, ogni tipo di lavoro richiede un sistema specifico.
Spesso si sovrainveste e si sottoutilizza: qui di seguito una sintetica disamina di caratteristiche e prerogative dei due sistemi.
L’analisi dei sistemi di controllo dello scavo evidenzia differenze sostanziali tra le tecnologie 2D e 3D, orientate a diversi livelli di complessità e precisione in cantiere.
Mentre i sistemi 2D si basano su riferimenti fisici locali, i sistemi 3D utilizzano modelli digitali e georeferenziazione globale.
Sistemi di Controllo 2D (Piani e Pendenze)
I sistemi 2D sono progettati per lavori di scavo che richiedono il mantenimento di una profondità costante o di una pendenza specifica rispetto a un riferimento locale.
Funzionamento: Utilizzano sensori angolari, laser o riferimenti fisici (come picchetti) per determinare la posizione della benna rispetto a un piano di riferimento.
- Vantaggi:
- Semplicità: Ideali per piccoli lavori come scavi di fondazione, fossati o scarpate semplici.
- Costi ridotti: Non richiedono infrastrutture GPS/GNSS costose o modelli digitali complessi.
- Limitazioni: L’operatore deve azzerare manualmente il sistema ogni volta che sposta la macchina, riposizionando la benna su un punto di quota nota.
Sistemi di Controllo 3D (Modellazione e GPS)
I sistemi 3D offrono una visione completa del progetto, permettendo alla macchina di conoscere la sua posizione esatta nello spazio globale (X, Y, Z).
- Funzionamento: Integrano antenne GNSS (doppio GPS) e modelli digitali del terreno (BIM/CAD). L’operatore vede sul monitor la posizione della benna direttamente sopra il modello di progetto.
- Vantaggi:
- Versatilità: Essenziali per progetti complessi come infrastrutture stradali, cave o grandi sbancamenti con geometrie variabili.
- Automazione: Supportano funzioni avanzate come il “Grade Assist” che guida automaticamente i movimenti della benna per seguire il profilo di progetto.
- Limitazioni: Investimento iniziale più elevato e necessità di una sorgente di correzione (stazione base o rete VRS).




